Macchia d’ olio causa di incidente stradale: la Cassazione conferma la responsabilità dell’ ANAS

La Corte di Cassazione ha definito con una recentissima sentenza (Sez. III^ Civile n. 295/2015, depositata il 13.01.2015) un’annosa vicenda concernente una richiesta di risarcimento di € 2500,00 riferita ad un incidente stradale verificatosi nell’ ormai lontano 2003. Il sinistro si verificava l’ 8 febbraio 2003 a causa di una macchia d’ olio presente sul manto stradale che determinava lo sbandamento di un’ autovettura il cui conducente convenne in giudizio l’ ANAS dinanzi al Giudice di Pace chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti. Il Giudice di Pace accoglieva tutte le domande del conducente, condannando l’ ANAS al risarcimento. L’ ANAS ricorreva dinanzi al Tribunale che rigettava l’ appello, confermando la sentenza favorevole all’ automobilista. L’ ANAS proponeva quindi l’ ulteriore ricorso per cassazione censurando la sentenza d’ appello laddove aveva ritenuto sussistente la sua responsabilità, quale custode della strada, intesa come bene demaniale, senza aver verificato in concreto la possibilità di esercitare i poteri di custodia sulla strada, tenuto conto che la causa dell’ incidente, provocato da una macchia d’ olio, costituiva un’ improvvisa alterazione, rispetto alla quale alcun potere di custodia era esercitabile, tenuto conto anche del fatto che l’ incidente si verificava alle ore 20.20, mentre l’ ordinaria vigilanza e sorveglianza dell’ ANAS veniva esercitata dalle 7.00 alle 19.30. Secondo l’ ANAS, la sentenza d’ appello avrebbe in particolare violato l’ art. 2051 C.C., laddove aveva omesso di considerare come fortuito l’ evento dannoso. La sentenza della Cassazione conferma invece la sentenza impugnata conclamando la responsabilità dell’ ANAS che , per un verso, avrebbe dovuto diligentemente controllare le condizioni della strada stessa ed adottare le cautele idonee a garantire la sicurezza degli utenti ed evitare l’ insorgenza della situazione di pericolo (mediante tempestiva rimozione della macchia d’ olio), per altro verso non ha minimamente fornito la prova liberatoria del caso fortuito che non compete al Giudice rilevare “d’ ufficio”. Ma vi è più: anche inquadrando la vicenda giuridica nello schema dell’ art. 2043 C.C., in linea con una giurisprudenza di maggior favore nei confronti dell’ ente proprietario ma ormai superata, la responsabilità dell’ ANAS è comunque sussistente in via esclusiva, come correttamente ritenuto il Giudice di Pace in I° grado, costituendo la macchia d’ olio un’ insidia non visibile e non prevedibile. In sostanza, afferma la Cassazione, la responsabilità per i danni cagionati dalla cosa in custodia, come è la strada rispetto all’ ente proprietario, ha carattere oggettivo ed è esclusa solamente dal caso fortuito , fattore che attiene non già ad un comportamento del responsabile, bensì al profilo causale dell’ evento, riconducibile non alla cosa che ne è fonte immediata ma ad un elemento esterno. In tema di responsabilità da cosa in custodia (la strada), la presunzione di responsabilità del custode (l’ ente proprietario, quindi l’ANAS) stabilita dall’ art. 2051 C.C., presuppone la dimostrazione, ad opera del danneggiato, dell’ esistenza del nesso di causalità tra cosa in custodia e fatto dannoso, mentre il fondamento della responsabilità dell’ ente proprietario, quale custode, va individuato nel rischio che grava su di lui per i danni prodotti dalla cosa in custodia (la strada) che non dipendano da caso fortuito. Si tratta pertanto di una responsabilità che è corretto ritenere, in ultima analisi, di carattere oggettivo come peraltro testualmente evidenzia la Suprema Corte.

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